Risparmiare nella sanità con le comunicazioni digitali

Il tumore al seno e al collo dell’utero sono le principali cause di morte nella popolazione femminile.

Da tempo le 20 Regioni hanno avviato una attività di screening di massa che comporta una attività diagnostica su tutta la popolazione femminile.

Per l’avvio delle attività di screening le ASL spendono complessivamente cifre tra 20 e 30 milioni di €/anno solo per la convocazione mediante lettera delle donne potenzialmente esposte al rischio di tumore al seno o al collo dell’utero.

La tecnica di convocazione è la stessa per le diverse Asl:

con cadenze diverse le donne vengono invitate ad una analisi e diagnosi  precoce dei tumori del collo dell'utero e della mammella.

Cos’è e a chi è rivolto?

  •  Il programma di screening per il tumore del collo dell'utero si rivolge alle donne di età compresa fra i 25 e i 64 anni, che vengono invitate ad eseguire il pap-test ogni 3 anni.
  • Lo screening per il tumore della mammella è rivolto alle donne dai 45 ai 64 anni. Le donne dai 45 ai 49 anni, vengono invitate per effettuare la mammografia ogni anno; le donne nella fascia di età dai 50 ai 74 anni, ricevono l'invito per eseguire la mammografia ogni due anni.

Lo screening è una iniziativa di sanità pubblica in collaborazione con i medici di famiglia che deriva dalla constatazione  che l’individuazione di un tumore in fase iniziale, quando cioè non si è diffuso in altri organi, aumenta la probabilità di sopravvivenza e di remissione

Alle donne viene inviata a domicilio una lettera-invito con indicati, di norma:

- sede

- giorno e ora in cui presentarsi per eseguire i test di screening (pap    test, mammografia)

- il recapito telefonico a cui rivolgersi in caso si debba modificare l'appuntamento,

- informazioni in merito al programma di screening.

A livello nazionale sono oltre 20 milioni le donne interessate ed il sistema ha gia raggiunto una efficienza significativa.

Quello che hanno in comune le attività delle varie Asl, oltre le tecniche diagnostiche è la metodica di promozione del servizio presso le donne:

  • la lettera.invito,
  • testi informativi,
  • il rapporto personalizzato.

Questa procedura presenta alcuni punti di debolezza che sono:

  1. il costo della comunicazione: circa 2€/lettera
  2. Non vi è né la certezza né la prova dell’avvenuta consegna della lettera di convocazione.
  3. La lettera viene inviata all’indirizzo della persona da convocare non dove si trova nel momento della convocazione ma al suo indirizzo di residenza

Il costo: le varie Asl sottoscrivono una convenzione con un’azienda erogatrice del servizio di comunicazione, il cui compito é quello di: stampare l’invito, imbustarlo, apporre sulla busta l’indirizzo, ottenuto dal data base della ASL, consegnare a domicilio l’invito. Un calcolo per difetto indica un costo di circa 2€/lettera ossia di 40.000.000 €/anno

Non vi è né la certezza né la prova dell’avvenuta consegna della lettera di convocazione. Si sono avuti casi di smarrimento anche doloso delle lettere, ci sono state chiamate in tribunale da parte di chi avendo sviluppato un tumore e  non essendo passata attraverso il processo di screening ha incolpato la Asl per la mancata procedura di controllo.

La lettera viene inviata all’indirizzo della persona da convocare non dove si trova nel momento della convocazione ma al suo indirizzo di residenza, il che può provocare ritardi e disguidi.

L’uso delle tecnologie della informazione e della comunicazione può risolvere in grande misura i problemi sopra esposti ed in particolare ridurre lo spreco.

1.    L’uso della carta nazionale dei servizi pur poco diffusa sarebbe ottimale e la promozione di questo strumento può coinvolgere le amministrazioni pubbliche  

2.    L’uso di posta elettronica con flag di avvenuta consegna e flag di apertura del messaggio riduce i costi di ciascun invio prossimi  a zero e nello stesso tempo garantisce al di là di ogni ragionevole dubbio l’avvenuta consegna del messaggio.

3.    L’email raggiunge la persona dove è non dove risiede.

4.    Nel caso l’email non sia stato recapitato o aperto il sistema riceve un  flag che permette di scalare ad altra tecnica: quella dell’sms certificato ossia sms con ricevuta di ritorno il cui costo è dell’ordine di 0.1 €, un ventesimo della lettera e gestendo una ricevuta di ritorno ha valore legale come le raccomandate RR.

5.    Solo qualora i sistemi indicati, per qualche motivo, falliscano,  il sistema, che è in grado di rilevarlo, invierà una lettera seguendo la prassi tradizionale dell’invio di una comunicazione postale.

L’iniziativa per la comunicazione multicanale comporta attività:

  1. per la sua promozione e diffusione, utilizzando sia canali tradizionali sia un  social network appositamente configurato
  2. per  la raccolta dei dati necessari alla comunicazione
  3. per l’integrazione dei dati dei data base regionali e il loro aggiornamento
  4. per la realizzazione del software di gestione della comunicazione multicanale.
  5. per la formazione di giovani, eventualmente organizzati in cooperative, che nelle varie regioni operino promuovendo l’informazione e lo sviluppo del sistema di comunicazione multicanale.

Attività

L’obiettivo principale è la partecipazione attiva delle persone coinvolte nell’operazione di screening che avranno all’interno del social network una pagina nella quale inserire i dati personali necessari alla comunicazione

Inizialmente nei file associati alle convocazioni convenzionali, via lettera, verranno inserite le istruzioni per raggiungere il social network dedicato configurato in modo da associare ad informazioni generali altre la cui visibilità è riservata al rapporto di ciascun utente con gli operatori dell’Ausl, nel rispetto della privacy.

L’area pubblica del social network  permetterà la pubblicazione non riservata di informazioni estese sull’attività del centro. informazioni, raccomandazioni e prescrizioni particolarmente utili agli utenti che affrontino per la prima volta un dato screening. La struttura proposta permette agli utenti di porre quesiti avendone risposte pubbliche o personalizzate.

Il secondo strumento consiste nel data base sanitario regionale, data base che in Regione Emilia-Romagna verrà travasato nella struttura di FedERa.

Il progetto FedERa  promosso dalla Regione Emilia-Romagna e condotto dalla società Lepida S.p.A. ha l’obiettivo di far sì che cittadini e imprese possano disporre di un’autenticazione federata, tramite la quale accedere ai servizi on line forniti da tutti gli enti locali dell'Emilia-Romagna, Regione inclusa. Una struttura analoga può essere ipotizzata nelle altre regioni. FedERa sarà il data base utilizzato dal motore di controllo per l’invio delle convocazioni, il controllo dell’avvenuta ricezione, l’invio, in caso di mancato recapito, di un messaggio su un diverso canale e al limite l’attivazione dell’invio di una lettera. L’uso di una struttura analoga a FedERa permetterà l’aggiornamento automatico dei dati di interesse dello screening sulla base dell’età, della migrazione da altre regioni o paesi  comunque  tenendo  conto di ogni variazione della popolazione.

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